Concepito già nel 1874 furielaborato almeno fino al 1887. Il titolo è esplicativo dellasua funzione di nesso fra due raccolte. Il Carducci, ricordandoche per i cinquecentisti si definiva con questo termine un «brevedivertimento di canzonette e balletti figurati, dato tra l'unoatto e l'altro delle rappresentazioni drammatiche» avverte cheanche il suo poemetto doveva segnare il passaggio dai Giambied epodi alle Rime Nuove e alle Odi barbare.Esso si muove in bilico tra la concitazione polemica e ilraccoglimento malinconico e nostalgico animato sia dal fastidio edisprezzo del tempo presente, dal sarcasmo contro studi dicontemporanei, falsi idealisti e meschini poeti del cuore siadalla memoria tenera del proprio lontano passato e della terranostra, espressione di una natura vergine e vigorosa, e dellacarica catartica che ispirò i poeti classici. Se nella prima parte c'è ancora il risentimento verso gli ultimi romantici,nella seconda abbiamo una atmosfera serafica e catartica nonlontana da Canto dell'amore e dalla poetica dellaBarbare. Il metro e di strofe tetrastiche di endecasillabi esettenari alternati.