La molteplicità degl'indirizzi e dei filoni, coltivata fino agli anni ottanta, permane manierata e cristallizzata in Rime e ritmi, raccolta composta di ventinove poesie, ultimo anelito poetico del Carducci. Il titolo, abbastanza eloquentemente, segnala l'intenzione di fondere l'esperienza "tradizionale" della rima (sonetto, canzone, ballata, rondò, stornello) che si riscontra soprattutto nelle poesie di carattere intimistico con la soluzione, se non nuova almeno rispolverata, "barbara" (odi saffiche, alcaiche, distici elegiaci) che invece prevale in quelle di respiro monumentale e celebrativo. Il ripiegamento interiore rappresenta la nota dominante degli ultimi anni, alcuni versi hanno solo il riflesso della virulenza giambica e dell'attacco moralistico come in A Scandiano dove rampogna "l'età malata" celebrando il Boiardo, altri ritraggono il poeta vate come in Piemonte. Da Ceresole reale, lo sguardo abbraccia l'intero Piemonte, scalando le Alpi, guadando fiumi, percorrendo paesi alla ricerca delle grandi memorie, di signori, principi, cittadini, soldati, patrioti, dal Medioevo al Rinascimento a Vittorio Alfieri che col suo "carme novo", chiama e desta l'Italia, a Carlo Alberto che trae la spada nella primavera della patria sconfitto ed esule vede in punto di morte le immagini di Garibaldi e la sua resistenza alle porte di Roma e morto vien scortato dai nostri eroi e martiri del Risorgimento. C'è anche la celebrazione di artisti come Nicola Pisano che seppe sintetizzare le vestigia classiche e riproporle in forme cristiane e Carlo Goldoni che dopo un excursus della sua infanzia viene ritratto in un momento caratteristico della giovinezza la fuga per mare da Rimini a Chioggia. Spunto nuovo è il filone "alpestre", che mostra la grandiosità dei paesaggi montani conditi da una buona dose di idilliaca e sognante immaginazione come appare in L'elegia del monte Spluga. La solitudine del paesaggio montuoso viene rotta dal materializzarsi di una serie di creature sovrannaturali, ninfe, fate, tra mito oreade-silvanico e saga nordica. Esse chiedono al poeta dove sia la loro sorella egli sa che ella non c'è ma si illude per un attimo di vederla proprio in quelle creature. Ma è solo un attimo perché ben presto scopre che dietro quelle presenze fantastiche in realtà si celano scoiattoli, marmotte e si trova solo in un paesaggio lunare, brullo e desolante.
 
Allegati:
Scarica questo file (Rime e Ritmi.pdf)Scarica opera[Rime e ritmi]676 kB